Se ormai l’uso delle cinture di sicurezza è ampiamente diffuso per chi viaggia in auto nei sedili anteriori (ma non così per quelli posteriori) diverso è il caso di chi viaggia su pullman a lunga percorrenza: è infatti abbastanza comune, durante le gite in comitiva o nei trasferimenti autostradali, vedere numerose persone che non allacciano le cinture di sicurezza in autobus. Eppure l’articolo 172 del Codice della Strada, benché poco chiaro, impone che durante la marcia i passeggeri degli autobus, esclusi quelli per il trasporto urbano, viaggino con le cinture di sicurezza allacciate.

Cinture di sicurezza in pullman: cosa dice il Codice della Strada

«Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1».

Cosa significa tutto questo? Che sui veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima inferiore (categoria M2) o superiore (categoria M3) a 5 tonnellate, tutti i passeggeri di età superiore a 3 anni devono allacciare le cinture di sicurezza qualora il mezzo ne sia provvisto. Nel caso di violazione c’è una sanzione da 76 a 306 euro.

Ci sono poi le eccezioni: i minori di 3 anni non hanno l’obbligo di allacciare le cinture ma quello, se l’autobus ne è fornito, di essere assicurati con sistemi di ritenuta; e ci sono poi gli autobus sui quali non ci sono le cinture di sicurezza e sui quali quindi non è prevista la sanzione.

La legge prevederebbe anche che a informare i viaggiatori di questo obbligo fosse il conducente o addetto ai biglietti, ma anche il capogruppo nel caso di una comitiva, mediamente avviso vocale oppure con appositi cartelli ben visibili.